Roberto Fiasella
Roberto Fiasella è nato il 22 gennaio 1972 da padre toscano e da madre pugliese a Saint Croix, in Svizzera. Dopo la sua nascita i genitori si sono trasferiti a Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia. Sin dall’infanzia si è manifestata una passione per i cavalli che condizionerà tutta la vita ed anche la visione artistica.
Conduce gli studi d’arte nella vicina città di Carrara ed è proprio in quel periodo che avvengono i primi approcci alla scultura e alla pittura.
Nel 1996 l’incontro con lo scultore costaricano Jorge Jiménez Deredia, con il quale inizia una fruttuosa collaborazione. È a bottega dal Maestro, impara i segreti di questa forma d’arte così complessa e struttura il suo pensiero facendo propria la visione di Deredia, basata su una concezione cosmica della vita, in cui la materia è in continuo stato trasmutativo, l’esperienza umana solo una fase di coscienza dell’intero ciclo, la morte un semplice cambio di forma.
Sono di tali anni i numerosi disegni attraverso cui avvengono molte delle sue intuizioni formali che lo porteranno successivamente a realizzare sculture complesse come “Amanti”.
Il quotidiano contatto con i cavalli gli permette di indagare la loro forma, studiarne i gesti più singolari e capirne i segreti più intimi, e farne arte.
La passione per l’arte e per gli sport equestri ad un certo punto si fondono in un unico grande progetto di vita.
Dal 2022 espone le sue opere in continuità, ampie e positive le ripercussioni in ambito specifico.
Nato a Saint Croix (Svizzera) il 22 gennaio 1972 da padre toscano e madre pugliese, vive a Castelnuovo Magra
in provincia di La Spezia.
Diplomato si al Liceo artistico “Artemisia Gentileschi” di Carrara, incontra e conosce
lo scultore Jiménez Deredia ed è nella ‘bottega’ di tale maestro che si forma tecnicamente, e attraverso lunghi dialoghi amplia la formazione culturale e struttura il pensiero facendo propria la concezione di Deredia basata su una visione cosmica dell’esistenza, in cui la materia è in un continuo stato trasmutativo, l’esperienza umana una fase di coscienza dell’intero ciclo e la morte un semplice cambio di forma.
Nonostante operi da anni, solo di recente ha deciso di esporre in continuità, tant’è che, dopo la vittoria al Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti”
in Seravezza nel 2022, nel 2023 ha tenuto personali a Forte dei Marmi alla Casa-Museo “Ugo Guidi” (“Cavalli. Tra Mito e Contemporaneo”) e a Vezzano Ligure presso il Giardino “Casa Spezia” (“Equi in Horto”).
Ampie e positive le ripercussioni in ambito specifico a livello anche nazionale pure con la partecipazione a collettive – su invito – a Roma alla Fondazione “Amedeo Modigliani” con “Psiche” e a Massa a Museo “Ugo Guidi 2” con “Diverso non è… Osservare
la realtà diversa-mente”.
Presente nel 2024 a “8 Sguardi d’Autore” a Milano presso il Museo d‘Arte e Scienza, è inserito nell’Enciclopedia d’Arte Italiana e nel Catalogo dell’Arte Moderna-Editoriale Giorgio Mondadori.
Ampie notizie e articoli anche in riviste specialistica, tipo la Rivista20 di Torino. La sua ampia personale “Cavallinità, la magia della forma” curata da Lodovico Gierut e Marilena Cheli Tomei, con ampio catalogo, datata giugno-luglio 2024, si è tenuta nella Villa della Fondazione Versiliana in Marina di Pietrasanta, organizzata dal Comitato Archivio artistico-documentario Gierut di concerto con la Fondazione stessa.
Sempre a Marina di Pietrasanta, presso lo Spazio Green House in Versiliana, l’Associazione Promo-Terr l’ha poi incluso – luglio 2024 – con tre sculture nella Collettiva “Trittico” e quindi nella successiva mostra di gruppo connessa al Palio di Siena dove c’è stata pure l’organizzazione della AG Art Gallery, e comunque è da
sottolineare pure l’esposizione di varie sue sculture a Lucca per “Omaggio a Botero” a Palazzo Guinigi, dicembre
’24 – gennaio 2025.
Di successo, sempre a proposito del 2024, da segnalare la precedente personale di ottobre
al Palazzo Grimaldi della Meridiana in Genova.
Nel 2025 la personale presso la Galleria “Luciana Matalon” – Milano, dal titolo “No Time No Space”.








